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VISOTONIC - AUTO-LIFTING MUSCOLARE DEL VISO

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Il Capitolo 4 in anteprima:

Lezione IV
Bellezza ed emozioni


Definire la bellezza e' difficile. Ma a costo di essere prosaici si puo' dire che e' un concetto che non va confuso con quello di gioventu'. O con l’assenza di rughe, per esempio. Analizzando con attenzione la persona giovane indi teoricamente piu' bella della persona vecchia, si scoprono alcune cose: la persona giovane ha un sistema di ricambi e riparazioni piu' efficiente, una pelle piu' fresca e i muscoli piu' tonici. Sacrosanta verita'.

Ma la persona giovane non e' solo piu' soda e piu' liscia, perche' altrimenti non si capisce come mai molta gente, anche di spettacolo e ben consigliata, pur gonfiando e lisciando la pelle con ingegnosi e altrettanto dolorosi artifizi ottenga soltanto una banale se non patetica imitazione di cio' che avrebbe voluto veramente. Dove sta allora esattamente la bellezza della gioventu'? Forse i giovani vanno osservati piu' da vicino, al di la' della loro assenza di rughe. C’e' per esempio da notare che di solito non hanno la fronte perennemente corrugata. Non hanno il mento costantemente sprofondato nel gargarozzo e le spalle attaccate alle orecchie. Non presentano smorfie fisse di acidita', disgusto o delusione. Hanno un viso mobile ed espressivo. Camminano a grandi falcate. Possiedono un’armonia generale nel loro aspetto, nel modo di muoversi e nel modo di essere che attira, e che spesso si chiama fascino.

Ora la domanda e': l’invecchiamento progressivo di qualche cellula potra' giustificare un’assenza di tono generale, ma l’assenza di fascino e' proprio inevitabile? A me non sembra. Non ho prove scientifiche per dimostrarlo, ma mi pare che vi siano numerosi casi di persone che, pur invecchiando biologicamente, hanno la fortuna di rimanere attraenti se non addirittura di diventare piu' belle. Sara' una coincidenza ma non sono mai quelle che si portano appresso le brutte abitudini sopra descritte. Il mio concetto personale di bellezza quindi e' legato alla dinamicita' e all’espressivita': un viso bello e' un viso con le espressioni adatte alla sua forma, che esprime al meglio la personalita' di chi lo indossa e una persona bella e' una persona che si muove in modo armonioso, priva di rigidita' fisiche e caratteriali, con un’espressione distesa ma soprattutto intensa. Tutto cio' ha a che fare con i muscoli piu' di quel che si potrebbe pensare, se per intensita' intendiamo un connubio ben riuscito di forza e intenzione: qualunque cosa un viso comunichi, per quanto sottile possa essere, è determinata da un complesso lavoro di muscoli mimici che danno sfumatura e potenza all’espressione. I muscoli mimici del viso sono ben collegati all’area emotiva del cervello e reagiscono prontamente alle emozioni; questo e' anche il motivo per cui e' molto difficile fare la faccia serena se siamo infuriati: l’emozione “sequestra” la muscolatura e la usa per “agire se stessa”, quindi per esprimersi. La reazione muscolare innescata dall’emozione ci avvisa che l’emozione e' in atto e la rinforza, consentendoci di sentirla al meglio. Se si pensa che nel tentativo di non “farsi travolgere” da una data emozione quasi tutti adottiamo la tecnica di irrigidire la muscolatura, impedendole di agire, o ci precipitiamo ad assumere sostanze calmanti che a ben vedere altro non fanno che rallentare ed indebolire le nostre reazioni muscolari, se ne deduce che una muscolatura meno reattiva “annebbia” l’intensità dell’emozione, proprio perche' essa esiste solo nella misura in cui puo' essere espressa fisicamente in qualche modo.

Nell’invecchiamento, la perdita di forza, velocita' e coordinazione dei muscoli, compresi quelli facciali, toglie intensita' al viso e alle emozioni che, guarda caso, si fanno piu' distaccate rispetto a quando si era giovani. E' per questo che guardo sempre con terrore quei signori che compiono piu' di cento anni in televisione, sulla loro sedia a rotelle, circondati da festosi assistenti: la loro faccia e' immobile e mi chiedo se sono felici e pudichi o se manchi loro la forza fisica per gioire e se, ancora, mancando la forza, possano gioire davvero. In attesa di scoprirlo, mi chiedo se la bellezza vera non sia sostanzialmente una forma di potenza espressiva che necessita soltanto di mezzi adeguati e se “mantenersi in forma” sia solo un vezzo dei più vanitosi o implichi una qualita' di vita migliore da piu' punti di vista. Volendo soffermarsi un po’ di piu', si possono fare due esperimenti: il primo consiste nel fare delle facce allo specchio “recitando” delle espressioni tra le piu' comuni ma senza sentimento, come se si fosse una macchina che muove pezzi a comando; poi si cerca di fare un’espressione evocando l’emozione corrispondente; poi si cerca di fare un’espressione evocando l’emozione corrispondente e aggiungendoci il sonoro, cioe' emettendo dei versi adeguati. Cambia tutto, sia la sensazione interiore che l’intensita' del lavoro muscolare. Sembra poca cosa, ma da' parecchio da pensare, se ci si pensa bene. L’altro esperimento consiste nel fare piccoli movimenti corporei e cercare di sentire la tensione dei diversi muscoli che vengono arruolati via via che si cambia posizione. Tra le cose piu' interessanti che accadono c’e' la sottile sensazione di piacere che ci invia il muscolo quando si rilassa subito dopo essersi contratto.

Una specie di ringraziamento per l’attenzione e la partecipazione, ma non solo, un grazie anche per l’esperienza nuova: forse i giovani sono belli perché possiedono, tra le altre cose, varietà di sentimenti e la vivacita' della nostra mente dipende anche dalla frequenza di scambio di informazioni che ha con il corpo, che e' la sua principale fonte di stimoli, inviati in gran quantita'. Se gli scambi rallentano o i messaggi si fanno ripetitivi, corpo e cervello decadono insieme. Di questo passo diminuisce anche la varieta' di emozioni e sensazioni che il cervello puo' produrre e che il corpo puo' sentire.